Ben Ryé 2012 il vino più premiato

Ben Ryé 2012 il vino più premiato

Chi siamo

La “Top Wine Guide” incorona il passito di Donnafugata, miglior vino d’Italia. Il Ben Ryé è l’unico, insieme al Sassicaia, a raggiungere l’eccellenza su tutte le 8 guide considerate.

Un riconoscimento alla viticoltura eroica dell’isola e al progetto dell’azienda siciliana.

 

La “Top Wine Guide” edita dalla rivista Civiltà del Bere, assegna al Ben Ryé 2012 di Donnafugata il podio più alto tra i vini italiani, incrociando i giudizi espressi delle principali 8 guide del vino in Italia.

Il Passito di Pantelleria dell’azienda siciliana ed il Sassicaia 2011 della Tenuta San Guido, sono infatti gli unici due vini che hanno ottenuto l’eccellenza su tutte le guide prese in esame.

L’edizione 2015 della Top Wine Guide sarà presentata al Vinitaly di Verona dal suo curatore Alessandro Torcoli ed è il frutto di un certosino lavoro di analisi delle recensioni delle guide italiane: Duemilavini di Bibenda, Guida Essenziale ai Vini Italiani di Daniele Cernilli, I Vini d’Italia de L’Espresso, Vini d’Italia del Gambero Rosso, Slow Wine di Slow Food, I Vini di Veronelli, l’Annuario dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni, Vitae dell’Associazione Italiana Sommeliers.

“Questo al Ben Ryé, è l’ennesimo riconoscimento di un palmarès ricchissimo – dichiara Antonio Rallo che dell’azienda di famiglia guida la produzione – che premia il nostro lavoro e la viticultura eroica dell’isola dove nasce il figlio del vento. A Pantelleria infatti il clima è caldo e ventoso, i terreni sono impervi e le vigne vengono coltivate su piccoli terrazzamenti contenuti da muretti a secco in pietra lavica; la vite cresce bassa secondo la tipica forma ad alberello, all’interno di conche scavate nel terreno, e grazie alla sapiente potatura – conclude Antonio Rallo – si espande orizzontalmente per proteggerla dal vento.”

Il lavoro è quasi esclusivamente manuale e per Donnafugata riguarda circa 68 ettari di vigneti in produzione; una viticoltura che proprio pochi mesi fa ha visto l’iscrizione dell’alberello pantesco tra i beni patrimonio dell’Unesco.

Una pratica agricola tradizionale, creativa e sostenibile, frutto della dedizione del contadino pantesco, che l’Unesco ha voluto celebrare e preservare tra i maggiori beni culturali immateriali dell’umanità.