Donnafugata ad Expo: la viticoltura eroica di Pantelleria modello di agricoltura sostenibile ed eccellenza produttiva

Donnafugata ad Expo: la viticoltura eroica di Pantelleria modello di agricoltura sostenibile ed eccellenza produttiva

Sostenibilità

Lo scorso 6 maggio “Donnafugata a Pantelleria” è stata la protagonista dell’ultima serata dedicata alle isole minori siciliane, all’interno del Cluster Bio-Mediterraneo, l’area di Expo che riunisce la Sicilia e 10 Paesi accomunati da tradizioni, culture e stili di vita.

Al centro del dibattito che ha preso la forma dello speak-easy, aperitivo culturale, è stato il tema della viticoltura eroica sull’isola del sole e del vento, modello di agricoltura sostenibile, capace di dare vita a prodotti di eccellenza così come di tutelare un paesaggio di struggente bellezza.

A discuterne con José Rallo, volto e voce dell’azienda siciliana, sono stati il giornalista americano Wolfgang Achtner, moderatore dell’incontro, Costanza Pratesi responsabile di Sostenibilità Ambientale per il FAI (Fondo Ambiente Italiano) e Salvatore Gino Gabriele Sindaco di Pantelleria.

José Rallo, che in questa prima settimana di Expo ha anche vestito il ruolo di madrina del Bio-Mediterraneo, ha ripercorso le tappe della storia dell’azienda di famiglia: dalle cantine storiche di Marsala (fondate nel 1851) alla Tenuta di Contessa Entellina, fino all’approdo a Pantelleria nel 1989.

Qui Donnafugata oggi ha 68 ettari di vigneti in produzione, coltivati a Zibibbo in 12 contrade dell’isola, dove produce il bianco Lighea e i vini dolci naturali Kabir Moscato e Ben Ryé, il Passito di Pantelleria tra i più celebrati al mondo. Un vino di cui è stato illustrato il processo produttivo, frutto di una sintesi avanzata tra tradizione e innovazione, passione e fatica del’uomo, secondo i tempi – lenti e lunghi – imposti dalla natura e dagli obiettivi di qualità perseguiti da Donnafugata.

Il Sindaco Gabriele ha ricordato come lo scorso mese di novembre il nome di Pantelleria sia balzato agli onori della cronaca mondiale per il riconoscimento Unesco dell’alberello pantesco. La proclamazione, avvenuta a Parigi, ha segnato una tappa storica: per la prima volta, una pratica agricola – creativa e sostenibile – è stata inserita nella lista dei beni immateriali patrimonio dell’Umanità.

Costanza Pratesi, responsabile Sostenibilità Ambientale del FAI, ha parlato del giardino pantesco donato nel 2008 da Donnafugata al Fondo Ambiente Italiano. Uno straordinario sistema agronomico autosufficiente, capace di far crescere e fruttificare un albero di agrume in un contesto estremo dove la mano dell’uomo ha sempre dovuto contrastare il vento e la siccità.

Tra le vigne di Khamma il giardino costituisce, insieme ai dammusi e ai muretti a secco, un elemento caratteristico del paesaggio che affascina e testimonia la fatica e la dedizione della comunità agricola dell’isola.

Particolare suggestione ha suscitato la proiezione delle foto scattate a Pantelleria alla fine degli anni ’60 dall’architetto Renato Bazzoni, tra i fondatori del FAI. Le immagini documentano un paesaggio di eccezionale bellezza che merita il massimo impegno possibile perché continui ad essere salvaguardato.

Perfetto corollario dello speakeasy, è stata infine la degustazione delle due etichette più conosciute che Donnafugata produce a Pantelleria; il Lighea, fresco e fruttato, è stato presentato in abbinamento al pane da grani antichi siciliani utilizzati dalla famiglia Vescera, appassionati panificatori in quel di Carlentini (Siracusa); brindisi finale in onore dei popoli del Mediterraneo con il Passito Ben Ryè, metafora del successo dell’Italia nel mondo: sorprendente l’abbinamento con il “salato” delle Alacce (acciughe) di Lampedusa e poi con il bacio pantesco, un dolce tipico a base di ricotta. Infine il Ben Ryé ha accompagnato un assaggio proposto da Peppe Giuffrè: ricotta, uva passa di Zibibbo e una spruzzata di Cannella, la spezia che meglio di ogni altra, da oriente a occidente, esprime le comuni radici della cucina del Mediterraneo.

 

Ufficio Stampa: Nando Calaciura calaciura@granviasc.it cell. 338 3229837
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