Energia pulita a Donnafugata

Energia pulita a Donnafugata

Sostenibilità

L’impianto fotovoltaico della Conphebus produce energia elettrica sfruttando i raggi del sole. Dall’innovazione un aiuto per la salvaguardia dell’ambiente.

 

Produrre energia elettrica da fonti rinnovabili con un impatto ambientale uguale a zero. Il progetto dell’azienda vitivinicola Donnafugata diventa realtà: l’impianto fotovoltaico della Conphebus, la società del gruppo Enel leader nel mondo in questo settore, è stato inaugurato dal Ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno, la sera dell’8 di agosto nella Tenuta agricola di Contessa Entellina, in occasione della vendemmia notturna 2002.

L’impianto copre un buon trenta per cento del fabbisogno energetico della cantina di produzione di Contessa Entellina, durante le operazioni vendemmiali, quando le attività raggiungono il punto più alto. Il surplus di energia pulita prodotta dall’impianto nei restanti mesi dell’anno viene immesso nella rete Enel, contribuendo così ad innalzare la quota di  energia “verde” prodotta nell’isola.

L’impianto è stato realizzato su una tettoia di 140 mq ed utilizza pannelli solari di ultima generazione. La taglia  del generatore fotovoltaico è di 18 Kw per una produzione media annua di oltre 28.000 kwh. La tipologia del sistema adottato è tale da consentire, in futuro, un suo ampliamento, con la finalità di soddisfare per intero il fabbisogno energetico della cantina di produzione di Contessa Entellina. L’investimento complessivo è stato di 155 mila euro.

“Questa scelta del fotovoltaico – spiega José Rallo titolare dell’azienda – rientra in una politica di tutela dell’ambiente che ha sempre caratterizzato la nostra azienda e che costituisce il cuore pulsante del progetto di Impresa, Natura, Cultura. L’imprenditoria è chiamata a fare la sua parte in un processo di sviluppo economico eco-compatibile del territorio, anche se i costi restano ancora troppo alti. Con il foltovoltaico abbiamo voluto lanciare un messaggio: riconvertire è possibile, il privato lo può fare se il pubblico attiva sul serio una politica di incentivazione e sostegno. Occorrono economie di scala – come afferma anche Rubbia – che consentano la riduzione dei costi di produzione di tali impianti per ampliare la platea dei soggetti che ricorrono all’energia verde da fonti non inquinanti.”

 

 

 

 

Ufficio Stampa: Nando Calaciura calaciura@granviasc.it cell. 338 3229837
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