Giornate FAI di Primavera: il Giardino Pantesco Donnafugata apre al pubblico

Giornate FAI di Primavera: il Giardino Pantesco Donnafugata apre al pubblico

Sostenibilità Vigneti e Cantine

 

Sabato 28 e domenica 29 marzo, il Giardino Pantesco Donnafugata sarà aperto al pubblico nell’ambito delle “Giornate di Primavera” del FAI, Fondo Ambiente Italiano (www.fondoambiente.it).

Il Giardino Pantesco – donato l’anno scorso da Donnafugata al FAI – è immerso tra le vigne di  Pantelleria che danno vita al prestigioso passito Ben Ryé e sarà visitabile dalle ore 10 alle 18. Le visite guidate partiranno dalla cantina Donnafugata in contrada Khamma e includeranno anche quella dei vigneti e della cantina nonché una speciale degustazione dei vini dell’azienda.

Con le “Giornate di Primavera” – giunte alla 17° edizione – l’obiettivo del FAI era soprattutto quello di denunciare lo stato di abbandono di moltissimi beni dell’Italia cosiddetta minore. Ed è anche grazie al FAI e alla presenza delle sue delegazioni sul territorio che l’attenzione pubblica è cresciuta negli anni e molti di quei beni sono stati recuperati e restituiti alla collettività.

L’Italia è un grande museo a cielo aperto e spesso lo dimentichiamo. Per essere un po’ meno distratti e guardare l’Italia con occhi nuovi, il FAI ha dato vita a questa speciale occasione che arriva ogni anno nel primo weekend di primavera.

Quest’anno più che mai il FAI unisce il Belpaese da nord a sud: dalla Valtellina a Pantelleria, l’isola del sole e del vento dove Donnafugata è impegnata in un progetto di viticoltura eroica finalizzato all’eccellenza e che vede nel giardino pantesco il simbolo – insieme alla coltivazione della vite ad alberello sui terrazzamenti – di un’agricoltura da difendere e promuovere.

Il giardino pantesco Donnafugata è uno dei pochi esemplari ancora presenti sull’isola oggi completamente restaurato e visitabile. Per le sue dimensioni e caratteristiche costruttive, rappresenta la tipologia più diffusa: il giardino a pianta circolare. Il diametro (11 metri all’esterno e 8,4 all’interno), l’altezza (fino a 4 m) e la pietra lavica utilizzata a secco, garantiscono le migliori condizioni microclimatiche per la sopravvivenza “in asciutto” di una secolare pianta di arancio “Portogallo”, antica varietà che si sviluppa su più tronchi fino ad occupare tutta l’area disponibile all’interno del giardino (circa 55 mq).

Tipiche della cultura dei Paesi del sud del Mediterraneo, queste costruzioni a pianta circolare, al cui interno è conservato, chiuso da una porta, un solo albero di agrume, rappresentano un ingegnoso sistema agronomico autosufficiente. Questo giardino è in grado di difendere la pianta dalle due principali minacce alla sua sopravvivenza: il vento, che per la sua intensità e frequenza provoca danni irreparabili e la scarsità d’acqua che a volte a Pantelleria può portare a 300 giorni ininterrotti di siccità.

Quella del giardino è una storia affascinante. La più antica rappresentazione è quella incisa su una tavoletta sumerica del 3000 a.C. che mostra un albero da frutta circondato da un muro. Quello di Pantelleria nasce proprio dal mito del “giardino murato” che simboleggia la vita e il grembo femminile. Utilizzando infatti la porosità delle pietre e l’escursione termica tra giorno e notte per captare l’acqua direttamente dall’atmosfera, oltre a canali di pietre e battuto che raccolgono l’acqua piovana, il giardino pantesco soddisfa l’esigenza idrica della pianta pur in assenza di irrigazione. Un sistema antico che guarda al futuro.

Il dono di Donnafugata al FAI rappresenta un piccolo gesto concreto che mira a raccontare la bellezza di un territorio e un modello di agricoltura sostenibile.

 

 

Ufficio Stampa: Nando Calaciura calaciura@granviasc.it cell. 338 3229837
Pubbliche Relazioni: Baldo M. Palermo baldo.palermo@donnafugata.it tel. 0923 724226