Le strade della sostenibilità che portano a Donnafugata:  buone pratiche in vigna, energia pulita, biodiversità e carbon footprint.

Le strade della sostenibilità che portano a Donnafugata: buone pratiche in vigna, energia pulita, biodiversità e carbon footprint.

Sostenibilità

L’impegno concreto dell’azienda siciliana per un equilibrio vincente tra qualità e sostenibilità, dalla vigna alla cantina.

 

Un profondo amore per la propria terra anima da sempre Donnafugata. Un desiderio di produrre vini di qualità – capaci di rappresentare la Sicilia nel mondo – ma, al tempo stesso rispettosi dell’ambiente. “Dalla vigna alla bottiglia, non c‘è qualità senza sostenibilità “. Questa la filosofia dell’azienda.

 

LE BUONE PRATICHE NEL VIGNETO

Donnafugata in vigna ha adottato una serie di buone pratiche che assicurano la gestione eco-sostenibile delle attività agricole (Good Agriculture Practices, GAP) attraverso un sistema di produzione integrata.

L’azienda ha rinunciato ad usare diserbanti e concimi chimici e ha ridotto al minimo l’utilizzo di fito-farmaci grazie a tecniche di lotta integrata, a partire dal monitoraggio dei parametri climatici (precipitazioni, temperatura, umidità etc), così come degli insetti (tignola) presenti in vigna, attraverso l’utilizzo di trappole a feromoni.

Qualità e la sostenibilità si perseguono inoltre con il ricorso al sovescio, la concimazione organica, l‘irrigazione di soccorso e i diradamenti, razionalizzando così l’impiego di risorse naturali quali il suolo, l’acqua, l’aria e l’energia.

Le buone pratiche adottate da Donnafugata nel vigneto rappresentano uno strumento indispensabile per la produzione di uve sane e di qualità eccellente minimizzando l’impatto ambientale.

 

BIODIVERSITA’ E RECUPERO DI VARIETA’ AUTOCOTONE

In agricoltura, la sostenibilità e la qualità trovano un importante alleato nella biodiversità:

La biodiversità è infatti garanzia di adattamento delle piante a condizioni climatiche anche estreme e, grazie all’interazione con i diversi terroir, permette produzioni uniche e fortemente identitarie.

Un esempio di questo connubio è la vigna centenaria di Zibibbo che Donnafugata ha recuperato a Pantelleria, con piante a piede franco (non innestate) sopravissute alla fillossera. Esemplari unici, capaci di resistere molto bene alla siccità, al calcare e alla salinità, con un equilibrio vegeto-produttivo che dà vita ad uve di qualità eccezionale.

A questo si aggiunge la realizzazione di due vigneti sperimentali finalizzati alla valorizzazione delle varietà autoctone.

A Pantelleria, sotto la supervisione del professor Attilio Scienza, sono stati impiantati 33 biotipi di Zibibbo provenienti da diverse aree del Mediterraneo, con l’obiettivo di esprimere al massimo il potenziale viticolo dell’isola.

A Contessa Entellina invece, Donnafugata partecipa al progetto della Regione Sicilia con un campo sperimentale in cui sono state impiantate 19 differenti varietà autoctone, per un totale di 30 biotipi. Si tratta di vitigni ampiamente diffusi in Sicilia (tra i quali Nero d’Avola, Catarratto, Ansonica) e anche di varietà reliquia (Alzano, Nocera, Vitrarolo e altri), quasi completamente scomparsi dal panorama viticolo regionale. Valutando nel tempo l’esito delle micro vinificazioni realizzate, si potranno selezionare i vitigni, mettendoli in relazione ai diversi terroir per ottenere i migliori risultati enologici.

CARBON FOOTPRINT

Calcolare la Carbon Footprint (impronta ecologica) dei propri vini ed esporre la certificazione su ogni bottiglia è un impegno nei confronti del consumatore.

Nel 2011 Donnafugata insieme al DNV, uno tra i principali enti di certificazione mondiali, ha quantificato le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo produttivo, dal vigneto all’imbottigliamento.

Dall’elaborazione dei dati raccolti si sono potuti adottare interventi per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, come per esempio l’adozione di una bottiglia più leggera, arrivando così a risparmiare sia sulle emissioni derivanti dalla produzione del vetro che da quelle generate dal trasporto. Dal 2014, su tutte le bottiglie dell’azienda è applicato un adesivo che riporta la certificazione relativa alla Carbon Footprint, esprimendo in modo chiaro e verificabile l’impegno dell’azienda per il continuo miglioramento delle proprie performance ambientali.

Per i consumatori, si tratta di una comunicazione di grande trasparenza ulteriormente favorita dall’utilizzo di un Qrcode leggibile da smartphone che rimanda ad una pagina del sito aziendale in cui sono riportati i principali risultati del calcolo della Carbon Footprint, segmentati per categoria di prodotto.

 

RISPARMIO ENERGETICO ED ENERGIA PULITA

Sulla strada della sostenibilità, Donnafugata punta alla riduzione dei consumi di energia attraverso diverse scelte: la vendemmia notturna dello Chardonnay nella tenuta di Contessa Entellina, con un risparmio energetico del 70% nella fase di refrigerazione che precede la pressatura; la barricaia sotterranea di Marsala che, scavata nella roccia di tufo, consente un ridotto dispendio di energia per mantenere i parametri di temperatura e umidità desiderati (15°C e 85%); la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili con gli impianti fotovoltaici di Contessa Entellina (68 Kw) e Marsala (50 Kw) e il conseguente risparmio di emissioni per circa 85 tonnellate di CO2 all’anno.

Tante quindi le strade della sostenibilità che portano a Donnafugata: un’azienda che non smette di perseguire traguardi sempre più avanzati.

 

Ufficio StampaNando Calaciura calaciura@granviasc.it cell. 338 3229837
Pubbliche Relazioni: Baldo M. Palermo baldo.palermo@donnafugata.it tel. 0923 724226