{"id":31981,"date":"2019-01-25T16:42:14","date_gmt":"2019-01-25T16:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnafugata.it\/blog\/2019\/01\/25\/creare-valore-in-sicilia-percorsi-di-crescita-personale-ed-economica-lesempio-del-vino\/"},"modified":"2019-01-25T16:42:14","modified_gmt":"2019-01-25T16:42:14","slug":"creare-valore-in-sicilia-percorsi-di-crescita-personale-ed-economica-lesempio-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnafugata.it\/it\/blog\/creare-valore-in-sicilia-percorsi-di-crescita-personale-ed-economica-lesempio-del-vino\/","title":{"rendered":"\u00a0\u201cCreare valore in Sicilia. Percorsi di crescita personale ed economica.\u00a0L\u2019esempio del vino."},"content":{"rendered":"<p>Di seguito, riportiamo il testo della lectio magistralis tenuta da <strong>Jos\u00e9 Rallo<\/strong> di <strong>Donnafugata<\/strong>, in occasione dell&#8217;inaugurazione del 28\u00b0 anno accademico del Polo Universitario di Trapani, sul tema\u00a0\u00a0<b>\u201cCreare valore in Sicilia. Percorsi di crescita personale ed economica.\u00a0<\/b><b>L\u2019esempio del vino.\u201d<\/b><\/p>\n<p>Autorit\u00e0, Docenti, Studenti, signore e signori, per prima cosa desidero ringraziare il Rettore ed il Presidente del Polo Universitario di Trapani, insieme al Professore Di Lorenzo, per avermi invitato all\u2019inaugurazione di questo 28\u00b0 anno accademico.<\/p>\n<p>Con l\u2019intervento che mi accingo ad esporre, spero di offrire il mio personale contributo ad una riflessione sul tema della \u201cCreazione del valore in Sicilia\u201d.<\/p>\n<p>Intendo farlo attraverso il riferimento a percorsi di crescita personale ed economica, ed in particolare, attraverso l\u2019esempio del vino siciliano che \u00e8 il settore nel quale opero con l\u2019azienda Donnafugata fondata dai miei genitori e che oggi conduco insieme a mio fratello Antonio.<\/p>\n<p><strong>I setti peccati dell\u2019economia Italiana e l\u2019importanza del \u201ccapitale sociale\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nel suo libro \u201cI sette peccati capitali dell\u2019economia italiana\u201d l\u2019economista Carlo Cottarelli svolge un\u2019analisi lucida ed impietosa. L\u2019evasione fiscale, la corruzione, la soffocante burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud e la difficolt\u00e0 a convivere con l\u2019euro, rappresentano una pesante zavorra per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle soluzioni prospettate, Cottarelli ci invita a riflettere sul fatto che a monte dei vizi italiani, vi \u00e8 un deficit di \u201ccapitale sociale\u201d che mantiene ed alimenta le logiche perverse, pubbliche e private del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 il capitale sociale? Potremmo dire che \u00e8 il \u201csenso dello Stato\u201d, ovvero la considerazione che riserviamo al \u201cbene comune\u201d.<\/p>\n<p>Un modo di essere cittadini, studenti, docenti o imprenditori che ci spinge a tener conto dell\u2019interesse generale anche quando perseguiamo il nostro interesse personale; cos\u00ec facendo le nostre azioni possono generare ancora maggior valore e benessere per l\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Parliamone in famiglia e nelle scuole del \u201cbene comune\u201d, puntiamo a far crescere il \u201ccapitale sociale\u201d con le nostre imprese.<\/p>\n<p>Preoccuparci del bene comune \u00e8 ancora pi\u00f9 importante in regioni come la Sicilia. Infatti, al sud pi\u00f9 che al nord, continua Cottarelli, il deficit di capitale sociale blocca la crescita e amplifica gli effetti dei peccati capitali del nostro sistema.<\/p>\n<p><strong>Sicilia, quadro socio-economico: elementi negativi<\/strong><\/p>\n<p>Guardiamo adesso pi\u00f9 da vicino la nostra regione. Il quadro offerto dai principali indicatori sullo stato dell\u2019economia siciliana continua ad essere con poche luci e molte ombre.<\/p>\n<p>La disoccupazione \u00e8 del 22%, ed \u00e8 doppia della media italiana. I disoccupati siciliani sono soprattutto giovani (57%), e ancora di pi\u00f9 donne. Secondo le rilevazioni Eurostat, la Sicilia \u00e8 la regione europea con il pi\u00f9 basso dato di occupazione femminile.<\/p>\n<p>L\u2019indice europeo di competitivit\u00e0 colloca la Sicilia al 237\u00b0 posto su 263 regioni europee e si \u00e8 ampliato, in questi ultimi 10 anni, il divario con le regioni del nord Italia ed oggi il 55% delle famiglie siciliane \u00e8 a rischio povert\u00e0.<\/p>\n<p>E tutto questo nonostante i fondi strutturali di investimento finanziati dall\u2019Unione Europea, abbiano rappresentato per Sicilia ingenti risorse che sono state utilizzate solo in parte, ma soprattutto in maniera poco strategica e con risultati deludenti anche in termini occupazionali.<\/p>\n<p>Riusciremo, in futuro, a fare meglio con i fondi europei? Bisogna assolutamente farlo.<\/p>\n<p><strong>Sicilia, quadro socio-economico: elementi positivi<\/strong><\/p>\n<p>Ma veniamo alle notizie che possono infonderci coraggio. In Sicilia, tra le imprese che hanno registrato le migliori performance vi sono quelle pi\u00f9 dedite all\u2019export e quelle dei comparti di maggiore specializzazione: agro alimentare, chimico-farmaceutico ed elettronica.<\/p>\n<p>Cresce il numero di imprese del terziario, in particolare grazie al turismo. Quest\u2019ultimo ha goduto di un trend positivo prevalentemente per l\u2019influenza della componente internazionale. I servizi di alloggio e ristorazione sono quelli che hanno registrato il maggior numero di nuove imprese attive. Bella anche la performance della provincia di Palermo nell\u2019anno in cui la citt\u00e0 capoluogo \u00e8 stata capitale italiana della cultura.<\/p>\n<p>Dei fondi di Invitalia nell\u2019ambito del progetto \u201cResto al Sud\u201d, nel 2018, un giovane su due li ha ottenuti per attivit\u00e0 legate al turismo e alla cultura, per avviare ostelli, tour operator, ristoranti, siti web per i viaggiatori.<\/p>\n<p>Sempre in Sicilia, il settore dell\u2019agricoltura ha registrato diversi dati positivi: \u00e8 cresciuto il numero di occupati, il valore dell\u2019export ed il numero di aziende attive.<\/p>\n<p>La Sicilia \u00e8 tra le regioni con il pi\u00f9 alto numeri di prodotti agro-alimentari DOP\/IGP, ben 69; oltre 7.300 sono le aziende di trasformazione alimentare; siamo la prima regione nella produzione di agrumi, la terza in quella dell\u2019olio; siamo anche grandi <strong>produttori di latte ovino e formaggio<\/strong>, secondi solo alla Sardegna; nell\u2019agricoltura biologica siamo la prima regione italiana, sia per il numero di operatori con oltre 11 mila aziende che trasformano i frutti di 345 mila ettari, il 23% della superfice agricola nazionale. Un dato che fa ben sperare in un mondo che chiede sempre pi\u00f9 <strong>sostenibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Complessivamente, l\u2019agricoltura siciliana muove un giro d\u2019affari di oltre 4 miliardi di euro e rappresenta tra il 9 ed il 10% del PIL regionale.<\/p>\n<p>Un ruolo molto importante, per l\u2019agricoltura Siciliana \u00e8 certamente quello della vite e del vino: la Sicilia \u00e8 infatti la regione con la maggiore superfice di vigneto del paese, 97 mila ettari.<\/p>\n<p><strong>IL CASO DEL VINO SICILIANO dagli \u201980 al futuro<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto, vorrei parlarvi del mio mondo, quello del vino siciliano, della sua storia pi\u00f9 recente, dei suoi successi e delle sue prospettive di crescita economica.<\/p>\n<p>La Sicilia del vino si incammina sulla strada della qualit\u00e0 a partire con gli <strong>anni \u201980<\/strong>.<\/p>\n<p>Un vero e proprio Rinascimento a partire dalle <strong>persone<\/strong>: produttori illuminati, imprenditori pionieri con una visione chiara: grazie alle <strong>condizioni pedo-climatiche<\/strong> estremamente favorevoli alla produzione di uve di qualit\u00e0, la Sicilia \u00e8 in grado di produrre vini di elevata qualit\u00e0 come altre regioni d\u2019Italia e del mondo.<\/p>\n<p>Un obiettivo supportato da una cultura comparata, frutto di viaggi all\u2019estero (Francia, California), di consulenze di prestigio (su tutti Giacomo Tachis, inventore del Sassicaia, del Tignanello).<\/p>\n<p>Numerose le <strong>scelte concrete<\/strong> adottate da questi produttori per realizzare la propria visione.<\/p>\n<p>Dalla ridefinizione del <strong>vigneto<\/strong> con la <strong>riduzione delle rese per pianta<\/strong> ed un profondo <strong>miglioramento del quadro ampelografico all\u2019impiego in cantina<\/strong> della <strong>tecnologia del freddo.<\/strong><\/p>\n<p>Lo stereotipo dei vini del sud, troppo alcolici, con pochi profumi e scarsa acidit\u00e0, \u00e8 stato cos\u00ec frantumato, in pochi anni, da un crescendo di innovazioni e miglioramenti. Nelle regioni storiche di produzione i miei colleghi si stupiscono della velocit\u00e0 con cui abbiamo recuperato il gap in termini qualitativi, ma anche del modo di fare impresa moderna e orientata al marketing.<\/p>\n<p>Consumatori, critica e trade, in Italia come all\u2019estero, considerano <strong>oggi la Sicilia una regione di eccellenza<\/strong>, un continente vitivinicolo, capace di proporre una diversit\u00e0 di vitigni e territori, con vini di grande piacevolezza e complessit\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019ultimo Vinitaly di Verona, <strong>gli espositori del padiglione Sicilia erano oltre 150<\/strong>, dai pi\u00f9 grandi ai pi\u00f9 piccoli, cos\u00ec come a <strong>Sicilia En Primeur<\/strong>, l\u2019anteprima organizzata da Assovini Sicilia, <strong>50 sono state le aziende<\/strong> che hanno presentato i propri prodotti a 100 giornalisti provenienti da 22 paesi.<\/p>\n<p>Nata negli anni \u201990, <strong>Assovini Sicilia,<\/strong> rappresenta la punta di diamante della produzione dell\u2019isola, e dimostra come la <strong>capacit\u00e0 di fare squadra <\/strong>sia uno dei fattori di successo del vino siciliano. La competizione internazionale infatti \u00e8 talmente impegnativa che mettere insieme le forze ha dato alla Sicilia del vino pi\u00f9 appeal e credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il frutto di una volont\u00e0 ancora pi\u00f9 ampia, di fare squadra, ha portato <strong>nel 2011 alla costituzione della Doc Sicilia e nel 2012 del suo Consorzio di Tutela<\/strong> che promuove la denominazione e ne fa rispettare le regole.<\/p>\n<p>I risultati sono molto positivi ed in costante crescita: nel 2018 le aziende che hanno imbottigliato vini Doc Sicilia sono state 350 contro le 126 del 2017; 80 milioni di bottiglie prodotte nel 2018 contro i 29 milioni dell\u2019anno precedente (+173%) con un exploit eccezionale relativo a Nero d\u2019Avola e Grillo sui quali il Consorzio ha focalizzato gli sforzi promozionali.<\/p>\n<p>Un risultato, quello della Doc Sicilia, che ha trainato anche le altre 22 Doc territoriali della regione e le Igt che tutte insieme hanno raggiunto i 235 milioni di bottiglie prodotte, <strong>5 milioni in pi\u00f9 <\/strong>dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Sar\u00f2 un po\u2019 di parte, considerato che il presidente del Consorzio \u00e8 mio fratello Antonio, ma davvero sono convinta che l\u2019esempio della Doc Sicilia sia illuminante.<\/p>\n<p>La comunicazione del brand Sicilia se ne \u00e8 giovata enormemente grazie ad attivit\u00e0 concentrate sui principali mercati: Stati Uniti dal 2014, Germania e Italia dal 2017. In USA si \u00e8 puntato sui social media e la stampa di settore, in Germania sulla stampa, e in Italia su TV e Radio. Attivit\u00e0 di comunicazione che si sono aggiunte ai tanti eventi attraverso i quali consumatori e operatori hanno avuto modo apprezzare non solo i vini Doc Sicilia, ma anche il nostro territorio con ricadute positive sull\u2019immagine di altri settori.<\/p>\n<p>Puntare alla qualit\u00e0, fare squadra, fare comunicazione, vogliono dire fare mercato e <strong>creare valore.<\/strong><\/p>\n<p>Le performance del vino siciliano sono quindi molto incoraggianti e dimostrano che \u2013 sebbene lentamente \u2013 una quota sempre maggiore di uva viene trasformata e va in bottiglia in Sicilia, circa <strong>il 40% dell\u2019intera produzione<\/strong>; vuol dire che rispetto al totale del nostro \u201cvigneto\u201d, abbiamo ancora <strong>molta produzione da portare in bottiglia<\/strong> e se vogliamo pensare in positivo, proprio questa \u00e8 una prospettiva che ci offre ancora grandi opportunit\u00e0 di crescita economica ed occupazionale.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sfida dei prossimi anni: <strong>creare sempre pi\u00f9 valore,<\/strong> anche lungo la filiera: far crescere il reddito delle aziende e dei viticultori, offrire concrete prospettive alle nuove generazioni, mantenere l\u2019attaccamento alla terra e preservare il paesaggio attraverso una viticoltura sempre pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p><strong>I punti di forza <\/strong>che ci rendono consapevoli e pronti ad affrontare questa sfida sono ancora tanti. In Sicilia abbiamo molte aziende del vino che hanno un <strong>assetto familiare<\/strong> e questo garantisce il perseguimento di politiche di medio-lungo periodo di cui l\u2019agricoltura di qualit\u00e0 ha bisogno.<\/p>\n<p>Molte di queste aziende familiari hanno positivamente affrontato il <strong>passaggio generazionale e dato responsabilit\u00e0 alle donne.<\/strong> Oggi la Sicilia del vino di qualit\u00e0 \u00e8 giovane e si tinge di rosa pi\u00f9 di molte altre regioni italiane.<\/p>\n<p><strong>Il mondo delle istituzioni pubbliche e del vino di qualit\u00e0 in Sicilia<\/strong><\/p>\n<p>Anche il pubblico \u2013 salvo alcune <em>defaillances<\/em> \u2013 ha complessivamente dato il suo contributo all\u2019affermazione del vino siciliano; l\u2019Istituto Regionale Vite e Vino che <em>illo tempore<\/em> ha promosso la collettiva dei produttori siciliani al Vinitaly; l\u2019Assessorato Regionale Agricoltura, tra le altre cose per le ricerche in favore della valorizzazione delle variet\u00e0 autoctone.<\/p>\n<p>Nel campo della formazione degli operatori del vino siciliano, occorre riconoscere anche l\u2019importanza del corso di Laurea in Viticoltura ed enologia che ha proprio sede in questo polo di Trapani, coordinato dal Professore Di Lorenzo instancabile animatore scientifico e culturale. Cos\u00ec come al Master MASV per i manager del settore vitivinicolo coordinato dal Professore Torcivia dalle cui fila in 14 anni sono emersi numerosi giovani professionisti e che \u2013 da studioso \u2013 ha anche mantenuto l\u2019impegno nel tempo di raccogliere una notevole quantit\u00e0 di dati e analisi sul nostro settore in Sicilia con il suo Osservatorio.<\/p>\n<p>E il tema della formazione mi d\u00e0 lo spunto per ribadire quanto il \u201csapere\u201d, la cultura, possano davvero <strong>fare la differenza <\/strong>perch\u00e9 ci danno gli strumenti per <strong>interpretare al meglio i valori offerti della nostra terra<\/strong>. Sta a ciascuno di noi, avere la capacit\u00e0 di leggere il territorio e di esprimerne i valori pi\u00f9 avanzati. Perch\u00e9 se pensiamo di <strong>competere sulla leva del prezzo<\/strong>, ci sar\u00e0 sempre qualcuno che vender\u00e0 i vini a qualche centesimo meno di noi e non avremo mai fidelizzato il consumatore, se invece proponiamo vini dalla personalit\u00e0 unica sapremo regalare emozioni memorabili quindi difficilmente sostituibili.<\/p>\n<p>Penso all\u2019unicit\u00e0 dei vini dell\u2019Etna che racchiudono l\u2019energia del vulcano, l\u2019aromaticit\u00e0 dei vini delle piccole isole, le Eolie, Pantelleria, esempi di viticoltura eroica, penso alla solarit\u00e0 dei vini della fascia costiera, dove la vigna sembra tuffarsi nel mare, o alla personalit\u00e0 dei vini delle colline del centro della Sicilia.<\/p>\n<p>L\u2019unicit\u00e0 dei vini e l\u2019unicit\u00e0 dei paesaggi agricoli fanno della Sicilia una tra le pi\u00f9 interessanti regioni vitivinicole del mondo.<\/p>\n<p>Persone, visione, diversit\u00e0, fare squadra e comunicazione, imprese familiari, giovani, donne, formazione qualificata, cultura, unicit\u00e0: sono tanti i tasselli che compongono lo straordinario mosaico che \u00e8 il vino siciliano e che costituiscono i punti di forza per la creazione di valore.<\/p>\n<p>Ma veniamo ai giovani. Che suggerimenti potrei dare ai nostri studenti? Per aiutarli ad individuare percorsi di crescita personale?<\/p>\n<p><strong>SICILIA, GIOVANI, LAVORO<\/strong><\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 di trovare lavoro, in Sicilia, \u00e8 un dato oggettivo.<\/p>\n<p>Ogni anno 25.000 siciliani lasciano l\u2019isola per realizzare le proprie legittime aspirazioni; circa 750.000 sono oggi i siciliani che vivono all\u2019estero, il 15% dell\u2019intera popolazione dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Viviamo in un contesto difficile, ma ognuno di noi deve concentrarsi sulle proprie capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 di riuscire in qualcosa.<\/p>\n<p>Cosa abbiamo fatto o stiamo facendo per meritarci \u2013 oggi o nel prossimo futuro \u2013 un nostro spazio nel mondo del lavoro?<\/p>\n<p>Dobbiamo pensare di poter costruire il nostro futuro<em>. Homo faber fortunae suae<\/em> dicevano i latini, l\u2019uomo \u00e8 l\u2019artefice del proprio destino. Il nostro futuro si costruisce sullo studio, e sul sacrificio si costruisce il merito e sul merito le chances di lavoro.<\/p>\n<p>E per chi lavora, l\u2019innovazione, la formazione continua,<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019unica e forse ovvia verit\u00e0 che mi sento di predicare.<\/p>\n<p><strong>GIOVANI LAVORO E GLOBALIZZAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Secondo uno studio del\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/reports.weforum.org\/future-of-jobs-2016\/\">World Economic Forum<\/a><\/strong>: il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola, una volta diplomati o laureati, svolgeranno dei lavori che ad oggi ancora non esistono, ma che possiamo provare ad immaginare.<\/p>\n<p>Scrive Milena Gabbanelli sul Corriere della Sera: \u201cTre sono i processi che maggiormente influiranno sul cambiamento del lavoro e che potranno generare nuove opportunit\u00e0 di lavoro nei prossimi anni: <strong>la tecnologia ed internet, l\u2019invecchiamento della popolazione, il riscaldamento globale.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Crescer\u00e0 <strong>l\u2019automazione<\/strong> che sostituisce il lavoro manuale dell\u2019uomo, ma al tempo stesso crescer\u00e0 l\u2019importanza dei <strong>big data<\/strong> e della capacit\u00e0 di indagarli ed utilizzarli, cos\u00ec come quello della <strong>programmazione<\/strong>, per non parlare del sempre pi\u00f9 vasto uso dei <strong>social media<\/strong>.<\/li>\n<li>La <strong>popolazione italiana diventa sempre pi\u00f9 vecchia <\/strong>per effetto di un tasso di natalit\u00e0 che \u00e8 il pi\u00f9 basso del mondo insieme a quello del Giappone. Dal punto di vista dei conti pubblici ed in particolare di quelli previdenziali, si rischia uno grave squilibrio. Mentre dal punto di vista occupazionale, serviranno sempre pi\u00f9 persone disponibili ad occuparsi dei pi\u00f9 anziani.<\/li>\n<li>Il futuro del pianeta \u00e8 messo a rischio dal <strong>riscaldamento globale<\/strong> che ci costringe a pensare ad <strong>un\u2019economia a basse emissioni<\/strong>, un\u2019economia pi\u00f9 verde che sappia sostenere l\u2019adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici e che generer\u00e0 nuovi posti di lavoro in tutti i settori economici. <strong>I lavori verdi (green jobs) <\/strong>sono quelli che i impegnano per <strong>minimizzare sprechi e inquinamento<\/strong>, ridurre l\u2019impatto ambientale delle imprese migliorandone l\u2019efficienza energetica.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Formazione, aggiornamento e riqualificazione continua del capitale umano, conversione delle competenze obsolete in competenze innovative. <\/strong><\/p>\n<p>Siamo tutti, imprenditori, docenti, studenti, semplici cittadini, felicemente e perennemente condannati ad acquisire nuove conoscenze<strong>. Come essere mentalmente aperti ad una formazione continua? Coltivando la curiosit\u00e0 e la flessibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Agricoltura e turismo nel nostro futuro<\/strong><\/p>\n<p>Di certo l\u2019agricoltura, l\u2019agro-alimentare ed il vino in particolare, in Sicilia ci riservano molte opportunit\u00e0 anche nel futuro. Il mio pensiero non scaturisce da un romantico inno alla nostra terra, ma da una ragionevole fiducia nella possibilit\u00e0 per molti giovani di realizzare i propri talenti in questo ambito. Cos\u00ec come quello del turismo e sono contenta di dirlo qui dove si tiene il corso triennale di Scienze del Turismo.<\/p>\n<p><strong>Studiate tanto, fate esperienze anche in altri paesi; io stessa ho passato 7 anni lontana dalla Sicilia, per studio e lavoro, e poi sono tornata! Siate curiosi e flessibili, imparate le lingue, apritevi all\u2019informatica e al web in generale.<\/strong><\/p>\n<p>Parlo anche a chi ha scelto un percorso giuridico come tanti studenti di questo polo. Chiedetevi cosa di unico e speciale potete proporre, e provateci, con la testa e con il cuore. E se vivrete delle delusioni e farete degli errori, chiamatela esperienza e fatene tesoro e soprattutto, quando agite fatelo anche nell\u2019interesse generale cos\u00ec facendo le nostre azioni potranno generare sempre maggiore valore per la nostra societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo della lectio magistralis tenuta da Jos\u00e9 Rallo di Donnafugata, in occasione dell&#8217;inaugurazione del 28\u00b0 anno accademico del Polo Universitario di Trapani.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":31982,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2702],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.10 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00a0\u201cCreare valore in Sicilia. 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