Parità di genere e formazione

Un modo di fare impresa voluto, sin dall’inizio

La storia di Donnafugata nasce da una visione imprenditoriale che ha sempre posto al centro le persone, il loro talento e la loro capacità di contribuire alla crescita dell’azienda. Una cultura d’impresa che, sin dall’inizio, ha riconosciuto nella valorizzazione delle competenze e nella diversità elementi fondamentali di sviluppo.

In un settore tradizionalmente a prevalenza maschile come quello vitivinicolo, Donnafugata ha costruito nel tempo un modello organizzativo in cui la presenza femminile rappresenta una componente significativa anche nei ruoli di responsabilità.

Donnafugata inoltre investe costantemente nella formazione continua dei propri collaboratori. Crescere insieme all’azienda significa poter sviluppare competenze, condividere esperienze e affrontare con consapevolezza le trasformazioni del settore.

La formazione diventa così non soltanto uno strumento professionale, ma anche culturale: un percorso che rafforza il senso di appartenenza, stimola il dialogo e favorisce la costruzione di una comunità di lavoro fondata sul rispetto e sulla partecipazione.

Questa attenzione verso le persone si inserisce all’interno di una più ampia visione di sostenibilità, sostenuta anche da un sistema di governance orientato alla responsabilità e al miglioramento continuo. Le certificazioni ottenute negli anni — dalla ISO 9001 alla ISO 14001, dalla ISO 50001 alla ISO 22000 — testimoniano un impegno concreto verso la qualità, la sicurezza e la gestione sostenibile delle risorse.

Per Donnafugata, innovare significa anche questo: costruire un’impresa capace di coniugare identità, competenze e responsabilità sociale, nella convinzione che il valore di un’azienda passi prima di tutto dalle persone che ne fanno parte.

Il valore delle persone

Il legame con la terra e le sue persone

Per Donnafugata, la sostenibilità non riguarda soltanto il rispetto dell’ambiente o la qualità della produzione. È anche un modo di vivere le relazioni, di costruire comunità e di riconoscere il valore delle persone che ogni giorno contribuiscono a dare forma all’identità dell’azienda.

Fin dall’inizio Donnafugata ha scelto di investire sulle persone, creando un ambiente di lavoro inclusivo e orientato alla crescita professionale. La formazione continua rappresenta uno strumento essenziale per valorizzare competenze e sensibilità, favorendo lo sviluppo individuale e collettivo in un contesto in continua evoluzione.

La sostenibilità sociale si esprime anche nella capacità di generare valore per il territorio. Attraverso l’enoturismo e le attività di promozione della cultura del vino — avviate già nel 1993 — Donnafugata contribuisce a sostenere l’economia locale e a costruire un dialogo autentico con le comunità in cui opera.

Prendersi cura della terra significa allora prendersi cura delle persone, delle relazioni e dei territori. Perché ogni vino nasce da un paesaggio, ma anche dalle mani, dalle idee e dalla sensibilità di chi lo rende possibile.

I giardini di Donnafugata

Dove la bellezza incontra la biodiversità

La sostenibilità, per Donnafugata è una visione coltivata nel tempo. Da oltre trent’anni l’azienda produce vini nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo, nella convinzione che prendersi cura della terra significhi costruire un equilibrio virtuoso tra vigneto, paesaggio e biodiversità.

È da questa sensibilità che nascono i Giardini Donnafugata: spazi verdi concepiti non come semplice ornamento, ma come espressione culturale di un modo di abitare la natura. Giardini, orti, boschi e percorsi diventano così luoghi di relazione tra uomo e ambiente, in cui la bellezza si intreccia alla memoria, alla sostenibilità e all’esperienza sensoriale.

Ogni tenuta Donnafugata custodisce un progetto diverso, pensato in dialogo con il territorio che lo accoglie.

Il giardino di Contessa Entellina

Nel cuore della Sicilia occidentale, tra le colline di Contessa Entellina, il paesaggio agrario diventa parte integrante dell’identità di Donnafugata. Qui, qualche decennio fa, Gabriella Anca Rallo ha immaginato uno spazio verde capace di raccordare la casa con le vigne e con il paesaggio circostante.

Da un carrubo e due olivi nasce così un giardino costruito nel rispetto della morfologia naturale del terreno, articolato su tre livelli che accompagnano lo sguardo verso le coltivazioni. Sul primo piano trovano posto le specie simbolo della cultura mediterranea — olivo, carrubo, limone, ficodindia — mentre più in basso piante esotiche e autoctone convivono armoniosamente tra colori e profumi. Ancora oltre, uno scenografico doppio filare di palme introduce l’oliveto, luogo produttivo ma anche contemplativo, completato da una quinta di cipressi colonnari che valorizza i vigneti, la cantina e la casa.

Il giardino di Contessa è un ricamo vegetale nato dal pensiero verde di Gabriella: un’opera costruita con pazienza e cura, nella consapevolezza che la bellezza sia sempre una forma di responsabilità verso il futuro.

Il verziere di Acate

Tra l’altopiano ibleo e il mare, la cantina di Acate, nel territorio di Vittoria, si inserisce in un anfiteatro naturale di rocce color miele, circondata da vigneti, ulivi e agrumi.

Qui il giardino assume la forma di un “verziere”: una serie di vasche quadrate in cui crescono erbe aromatiche e piante officinali. Diverse varietà di salvia, peperoncini, origano, timo, lemon grass, artemisia e santolina restituiscono un mosaico di profumi, colori e sapori che richiama la tradizione degli orti mediterranei.

Un tempo gli orti accompagnavano naturalmente case di campagna, bagli e cantine: luoghi utili ma anche profondamente estetici, dove verdure, fiori e aromi convivevano spontaneamente. Riproporre oggi un verziere davanti alla cantina significa riportare nel paesaggio rurale biodiversità e bellezza, riaffermando il valore culturale del prendersi cura della terra.

L’orto diventa così esperienza sensoriale: le aromatiche entrano nei percorsi di degustazione, dialogano con il vino e accompagnano il visitatore in un viaggio fatto di memoria, emozione e scoperta.

L’Etna e il suo bosco

Sul versante nord dell’Etna, tra i 700 e i 750 metri di altitudine, la tenuta di Randazzo si trova all’interno del Parco dell’Etna, primo parco siciliano istituito nel 1987 e parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2013.

Qui il paesaggio è un mosaico straordinario di vigneti terrazzati, boschi, antichi palmenti e colate laviche. La forza della montagna convive con l’eleganza della viticoltura d’altura, mentre la natura spontanea arricchisce ogni stagione di profumi e colori inattesi.

Passeggiare tra i vigneti e il bosco significa entrare in contatto con una biodiversità preziosa: erbe spontanee, essenze mediterranee e vegetazione vulcanica accompagnano il visitatore in un’esperienza che coinvolge vista, olfatto e gusto, raccontando il profondo legame tra il vino e il territorio che lo genera.

Pantelleria e il cammino di Khamma

A Pantelleria, isola vulcanica sospesa tra Sicilia e Africa, Donnafugata porta avanti un progetto di viticoltura eroica immerso in un paesaggio di straordinaria intensità.

Qui agricoltura e natura convivono in un equilibrio delicato e necessario. Oliveti, cappereti e vigneti dialogano con la macchia mediterranea, creando un mosaico vegetale che non è soltanto paesaggio, ma anche sistema ecologico complesso.

La relazione tra ambienti naturali e coltivi genera infatti benefici fondamentali: dalla conservazione del suolo all’impollinazione, dal controllo naturale dei parassiti alla regolazione climatica. La biodiversità diventa così una risorsa concreta per un’agricoltura più sostenibile e “leggera”.

Il cammino di Khamma, che attraversa olivi secolari, capperi e vegetazione spontanea, racconta proprio questa armonia possibile tra paesaggio agricolo e paesaggio naturale. Un esempio di come il rispetto dell’ambiente non rappresenti solo un valore per l’azienda agricola, ma un patrimonio condiviso per tutto il territorio.

A Pantelleria, nel 2008, Donnafugata ha inoltre restaurato un giardino pantesco e lo ha donato al FAI. Il Giardino Pantesco Donnafugata custodisce un secolare albero di arancio ed è un mirabile esempio della tradizione mediterranea del “giardino murato”, capace di riprodurre condizioni microclimatiche favorevoli anche in assenza di irrigazione, difendendo la pianta dalle due principali minacce alla sua sopravvivenza: il vento e la scarsità d’acqua. Questo giardino testimonia l’ingegno umano nel creare un ecosistema autosufficiente in un ambiente estremamente arido, unendo storia, agricoltura e sostenibilità in un piccolo miracolo della natura.

Una bellezza che si coltiva

I Giardini Donnafugata raccontano una visione della sostenibilità fatta di gesti concreti, attenzione al paesaggio e valorizzazione della biodiversità. Ogni spazio verde nasce dal desiderio di costruire un dialogo tra natura, agricoltura e cultura, trasformando la visita in cantina in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Per rispettare la natura

Le nostre scelte per bottiglie e packaging

Ogni dettaglio può fare la differenza. Per questo Donnafugata lavora da tempo per rendere bottiglie e packaging sempre più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale lungo tutta la filiera e con una logica circolare. Per alcuni dei nostri vini infatti, vengono utilizzate le bottiglie leggere “Cento per Cento Sicilia” unicamente prodotte sull’isola da vetro riciclato in Sicilia, secondo un virtuoso modello di economia circolare promosso dalla fondazione SOStain e Consorzio Doc Sicilia, e messo in pratica dalla vetreria O-I Glass.

Negli ultimi anni l’azienda ha via via sostituito buona parte delle tradizionali bottiglie da 550 g con quelle leggere da 410 g e poi ancora più leggere da 360 g contribuendo ad una riduzione delle emissioni di CO2 sia nella fase di produzione che di trasporto.

Anche la chiusura delle bottiglie racconta questa evoluzione: nel 2023 Donnafugata è stata la prima azienda al mondo ad introdurre il tappo Nomacorc Ocean che nasce da plastica riciclata raccolta nelle aree costiere a rischio di inquinamento marino.

Il percorso continua anche oltre l’Italia, con soluzioni studiate per ridurre l’impronta del trasporto nei mercati esteri, e con cartoni certificati FSC per garantire una gestione responsabile delle foreste.

Anche attraverso queste scelte, Donnafugata continua a interpretare la sostenibilità come una somma di gesti concreti, capaci di trasformare l’innovazione in rispetto per la natura.

Pratiche virtuose

Energia pulita e abbattimento dei consumi

La sostenibilità passa anche dalle scelte energetiche. Donnafugata investe da anni in soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e migliorare l’efficienza dei consumi.

L’azienda investe nelle energie rinnovabili, con impianti fotovoltaici della potenza totale pari a 537 kW contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2. Parallelamente tecnologie più efficienti e sistemi di monitoraggio d’avanguardia permettono di ottimizzare i consumi lungo tutto il processo produttivo. 

Anche l’architettura delle cantine segue questa visione. A Marsala, per esempio, la barricaia sotterranea scavata nel tufo sfrutta naturalmente la temperatura della roccia per creare un ambiente ideale all’affinamento del vino, riducendo i consumi energetici. 

Ogni fase produttiva può essere ripensata per ridurre l’impatto senza rinunciare alla qualità. Per Donnafugata, innovazione e sostenibilità devono procedere insieme, con uno sguardo responsabile rivolto alle generazioni future.

Agricoltura Sostenibile

Coltivare bene è il primo gesto di cura

In Donnafugata, la sostenibilità inizia dalla vigna. Ogni territorio richiede, attenzione e pratiche agricole capaci di rispettarne l’equilibrio naturale.

Coltivare in Sicilia significa confrontarsi con un clima tanto generoso quanto impegnativo: scarse precipitazioni, vento, escursioni termiche importanti. È proprio qui che l’agricoltura sostenibile diventa una scelta concreta, non teorica.

L’azienda lavora da anni con tecniche che rispettano il suolo e le piante: irrigazione a goccia, gestione integrata dei parassiti, riduzione dell’uso di fitofarmaci e attenzione alla fertilità naturale della terra. In alcune aree, come Pantelleria, la vite cresce senza irrigazione, seguendo un metodo antico e straordinariamente attuale: l’alberello pantesco, patrimonio UNESCO.

Accanto ai vigneti, trovano spazio aree naturali, siepi, fasce verdi e colture che favoriscono la biodiversità. Non è solo paesaggio: è un equilibrio che rende il vigneto più forte e resiliente. Coltivare bene significa anche proteggere il futuro dei territori, mantenendo viva la loro autenticità attraverso pratiche agricole responsabili e consapevoli.

Razionalizzare l’uso delle risorse naturali

L’agricoltura sostenibile passa anche dalla capacità di utilizzare le risorse in modo efficiente e responsabile. In Donnafugata, la gestione dell’acqua e dell’energia è supportata da tecnologie e sistemi di monitoraggio che permettono di ridurre gli sprechi e ottimizzare gli interventi. Nei vigneti viene adottata, ove possibile, la micro-irrigazione a goccia, mentre nelle cantine l’energia proviene in larga parte da fonti rinnovabili, grazie agli impianti fotovoltaici installati nelle diverse tenute.

La lotta integrata e la viticoltura di precisione

Prendersi cura della vite significa osservare, conoscere e intervenire solo quando necessario. Donnafugata adotta tecniche di difesa integrata utilizzando anche trappole a feromoni per il controllo dei parassiti. Inoltre, grazie al monitoraggio costante di parametri agro-meteorologici e all’utilizzo di sistemi previsionali supportati dall’intelligenza artificiale, è possibile pianificare interventi agronomici mirati, migliorando l’efficienza e riducendo l’impatto ambientale.

La salvaguardia della biodiversità

La biodiversità rappresenta una risorsa fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi agricoli. Per questo Donnafugata dedica una parte significativa delle proprie superfici ad aree naturali, che oggi coprono oltre un quinto dell’intera proprietà aziendale. Siepi, fasce verdi, boschi e vegetazione spontanea favoriscono la presenza di insetti utili, uccelli e altre specie animali, contribuendo a rendere il vigneto più resiliente e sostenibile nel tempo.

Campo sperimentale

Innovare significa anche sperimentare. Nella tenuta di Contessa Entellina Donnafugata porta avanti attività di ricerca dedicate alla conservazione e alla valorizzazione delle varietà autoctone siciliane. Il campo sperimentale ospita numerose varietà e biotipi che permettono di approfondire la conoscenza del patrimonio viticolo dell’isola e di affrontare le sfide future della viticoltura.

Vigne e ulivi centenari, custodi del paesaggio

La sostenibilità significa anche custodire ciò che il tempo ha preservato. Nelle tenute Donnafugata, vigne e ulivi centenari rappresentano un patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico di straordinario valore. A Pantelleria, in particolare, le antiche vigne allevate ad alberello pantesco raccontano una pratica agricola unica, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Accanto a esse, gli ulivi secolari testimoniano il profondo legame tra uomo, territorio e natura. Preservare queste piante significa mantenere viva la memoria dei luoghi e trasmettere alle generazioni future un’eredità fatta di biodiversità, conoscenza e identità.

Progetto HoneyBees & Vineyard

La salute del vigneto passa anche dalle api. Donnafugata ha partecipato al progetto HoneyBees & Vineyard promosso dalla Fondazione SOStain per contribuire alla tutela dell’ape nera sicula, prezioso impollinatore oggi a rischio. Grazie alla presenza degli apiari e all’analisi del miele e del polline raccolti, il progetto ha permesso di monitorare la biodiversità dei territori e confermare la qualità ambientale degli ecosistemi agricoli in cui opera l’azienda.

L’orizzonte che ci guida: i nostri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Per Donnafugata, sostenibilità significa guardare lontano. È un modo di coltivare, produrre e immaginare il futuro che nasce dal rispetto per la terra e dalla responsabilità verso le persone e il territorio.

Per questo il nostro percorso si ispira agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: un orizzonte condiviso che guida le nostre scelte quotidiane. 

Sono nove gli SDGs su cui Donnafugata concentra il proprio percorso: energia pulita, gestione responsabile delle risorse, tutela della biodiversità, lavoro dignitoso, inclusione, innovazione, rapporto con il territorio e sicurezza dei consumatori.

Tante le azioni concrete: impianti fotovoltaici che riducono le emissioni, vigneti coltivati con attenzione alla biodiversità, sistemi di monitoraggio dei consumi, certificazioni internazionali, ma anche formazione continua e valorizzazione delle persone.

È una visione concreta che continua a evolversi, con la consapevolezza che ogni scelta, anche la più piccola, possa contribuire a generare un cambiamento positivo.

Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: ogni gesto conta

L’8 luglio si celebra la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo, un patrimonio di biodiversità, culture e paesaggi che accomuna tutti i territori che si affacciano sulle sue coste.

Prendersene cura significa anche ripensare i gesti quotidiani e le scelte produttive. È da questa visione che nasce l’impegno di Donnafugata per una sostenibilità fatta di azioni concrete.

Tra queste c’è l’introduzione di Nomacorc Ocean, la chiusura utilizzata per alcuni dei vini Donnafugata e realizzata con plastica riciclata dalla raccolta nelle aree costiere maggiormente esposte al rischio di inquinamento marino. Un progetto che trasforma un potenziale rifiuto in una nuova risorsa, contribuendo alla tutela degli ecosistemi marini.

Lo stesso approccio guida anche altre scelte dell’azienda per un packaging più sostenibile: dalle bottiglie leggere “Cento per Cento Sicilia”, prodotte sull’isola prevalentemente con vetro riciclato, all’utilizzo di cartoni certificati FSC e soluzioni studiate per ridurre l’impatto ambientale del trasporto.

Scopri la collezione

1 Annata

Lighea

Pantelleria Zibbibbo Sicilia DOC

da €15,50
1 Annata

Bell'Assai

Vittoria Frappato di Vittoria DOC

da €18,50

Un calice di sostenibilità

Inseguendo Donnafugata. Un racconto di arte, vino e amicizia

Ci sono incontri che cambiano il modo di raccontare una storia.

Quello tra la famiglia Rallo e Stefano Vitale è stato uno di questi. Un’amicizia nata oltre trent’anni fa e cresciuta nel tempo insieme a Donnafugata, fino a diventare parte integrante della sua identità. Dalle intuizioni condivise sono nate immagini capaci di raccontare vini, territori, sogni e visioni, trasformando ogni etichetta in una storia da osservare ancora prima di essere degustata.

Le etichette d’autore con Gabriella Anca Rallo

Le etichette in mostra

Nel 2018, questa lunga collaborazione è stata celebrata attraverso Inseguendo Donnafugata, la mostra ospitata negli spazi di Villa Necchi Campiglio bene del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, a Milano. Un progetto nato per raccontare il percorso creativo di Stefano Vitale e il legame profondo che lo univa alla famiglia Rallo, attraverso un viaggio tra disegni originali, schizzi, etichette e suggestioni che hanno accompagnato la crescita dell’azienda.

Le opere esposte restituivano l’universo immaginifico di Donnafugata: una Sicilia luminosa e sorprendente, fatta di paesaggi, personaggi, musica, natura e cultura. Un mondo fantastico e femminile in cui realtà e immaginazione si incontrano e in cui il vino diventa strumento di racconto. 

Nel percorso della mostra, ogni illustrazione svelava ciò che spesso resta dietro un’etichetta: il pensiero, la ricerca e l’ispirazione che le hanno dato origine. Perché le immagini di Stefano Vitale non hanno semplicemente accompagnato i vini Donnafugata, ma ne hanno interpretato l’anima, traducendo in segni e colori il legame con la terra, il rispetto per la natura e la continua tensione verso la bellezza.

La scelta di Villa Necchi Campiglio, aggiungeva un ulteriore significato al progetto. Donnafugata e il FAI condividono infatti una comune attenzione per il paesaggio, la cultura e la valorizzazione del patrimonio italiano. Una sintonia che ha portato Donnafugata a donare il Giardino Pantesco di Pantelleria al FAI  e che ha trovato nella mostra una naturale nuova opportunità di collaborazione.

Inseguendo Donnafugata è stata molto più di un’esposizione. È stata la celebrazione di un’amicizia, di una visione condivisa e di un linguaggio creativo che continua ancora oggi a raccontare Donnafugata attraverso immagini capaci di emozionare, evocare e far viaggiare con la fantasia.

Perché ogni vino racconta una storia. E alcune storie iniziano molto prima di essere versate in un calice.

L’Art Gallery Donnafugata. Quando il vino incontra l’arte

Tra vino, arte e immaginazione

Alle Cantine Storiche di Marsala, Donnafugata ha dato vita a un nuovo spazio permanente dedicato al racconto di uno degli elementi più distintivi della propria identità: le etichette d’autore firmate da Stefano Vitale.

L’Art Gallery nasce come un percorso immersivo che celebra il dialogo tra vino e arte, accompagnando i visitatori alla scoperta di immagini che, da oltre trent’anni, raccontano l’anima dei vini Donnafugata. Non semplici etichette, ma opere capaci di trasformare profumi, territori, suggestioni in figure, simboli e visioni.

Le origini di un linguaggio visivo iconico

Tutto ebbe inizio nel 1994, dall’incontro tra la sensibilità di Gabriella Anca Rallo e l’immaginazione di Stefano Vitale. Da quel dialogo creativo nacquero figure femminili sospese tra sogno e realtà, archetipi contemporanei che avrebbero rivoluzionato il linguaggio visivo del vino. Nel tempo, quelle illustrazioni sono diventate il segno distintivo di Donnafugata, contribuendo a costruire un racconto capace di unire cultura, territorio e identità.

Attraversare l’Art Gallery significa ripercorrere questa storia. Le opere originali di Vitale dialogano con le etichette che hanno reso celebri i vini dell’azienda, svelando il percorso creativo che trasforma un’intuizione in immagine. Un racconto che affonda le radici in una Sicilia profondamente mediterranea, femminile e visionaria, fatta di luce, letteratura, miti antichi e paesaggi che continuano a ispirare ogni nuova creazione.

Gabriella Anca Rallo racconta le etichette

Stefano Vitale: un artista tra culture e ispirazioni

Artista cosmopolita e al tempo stesso profondamente legato ai luoghi dell’anima, Stefano Vitale ha attraversato mondi e culture prima di incontrare Donnafugata. Dalla California al Messico, da New York a Venezia, fino alla campagna veneta della sua infanzia, il suo percorso artistico ha assorbito influenze diverse che ancora oggi emergono nei suoi lavori: colori vivaci, richiami all’arte popolare, atmosfere sospese tra memoria e immaginazione.

L’Art Gallery: un nuovo capitolo del racconto Donnafugata

L’Art Gallery rappresenta oggi una nuova tappa di questo lungo sodalizio artistico e umano. Un luogo dove il vino si racconta attraverso immagini capaci di evocare emozioni, storie e paesaggi, restituendo ai visitatori uno sguardo inedito sull’universo fantastico e femminile Donnafugata.