Produrre nel rispetto dell’ambiente

Un profondo amore per la propria terra anima da sempre Donnafugata. Un desiderio di produrre vini capaci di rappresentare
al meglio la Sicilia nel mondo, preservando le risorse naturali e valorizzando la biodiversità. “Dalla vigna alla bottiglia,
non c‘è qualità senza sostenibilità“. Questa la filosofia dell’azienda.

Buone pratiche

Buone pratiche

Donnafugata in vigna non usa diserbanti e concimi chimici, riduce al minimo l’utilizzo di fito-farmaci grazie a tecniche di lotta integrata, come il monitoraggio dei parametri climatici (precipitazioni, temperatura, umidità etc) e il controllo degli insetti (tignola) presenti, attraverso l’utilizzo di trappole a feromoni.
Sostenibilità ed eccellenza delle uve si perseguono inoltre con il ricorso al sovescio, la concimazione organica, l‘irrigazione di soccorso e i diradamenti, razionalizzando l’impiego di risorse naturali quali il suolo, l’acqua, l’aria e l’energia. Le buone pratiche adottate da Donnafugata nel vigneto (Good Agriculture Practice, GAP) rappresentano uno strumento indispensabile per la produzione di uve sane e perfettamente mature, minimizzando l’impatto ambientale.

Biodiversità

Il desiderio di una qualità che cresca nel tempo trova un importante alleato nella biodiversità. L’interazione dei vitigni e dei diversi biotipi con i singoli terroir permette, infatti, produzioni uniche e fortemente identitarie. Per questo Donnafugata ha realizzato due vigneti sperimentali finalizzati alla valorizzazione delle varietà autoctone.

0.5
ettari
19
varietà autoctone
5
varietà reliquia
30
biotipi

A Contessa Entellina Donnafugata, in collaborazione con la Regione Sicilia, ha piantato un campo sperimentale con 19 differenti varietà autoctone, per un totale di 30 biotipi. Si tratta di vitigni ampiamente diffusi in Sicilia (tra i quali Nero d’Avola, Catarratto, Ansonica) e anche di varietà “reliquia” (Alzano, Nocera, Vitrarolo e altre), quasi completamente scomparse. L’iniziativa coinvolge un gruppo di aziende dislocate in diverse zone della Sicilia ed ha lo scopo di individuare e selezionare per ogni territorio – attraverso le microvinificazioni – i vitigni che possono dare i migliori risultati enologici.

0.6
ettari
33
biotipi di Zibibbo
5
aree di origine

A Pantelleria, sotto la supervisione del professor Attilio Scienza, sono stati impiantati 33 biotipi di Zibibbo provenienti da diverse aree del Mediterraneo (Spagna, Francia, Grecia e Italia meridionale). Impiantate nel marzo 2010, le 2.117 viti (circa 64 piante per ogni biotipo) coprono 0,6 ettari di terreno in contrada Barone, nella parte sud dell’isola, ad un’altezza di circa 400 metri s.l.m. La ricerca riguarda sia l’uva fresca che quella appassita, nonché i vini ottenuti da microvinificazioni. Obiettivo della ricerca è quello di individuare dei cloni di Zibibbo che esprimano al meglio il potenziale viticolo ed enologico nel contesto dell’isola di Pantelleria.

Vigna centenaria

Vigna centenaria

Nel 1999 Donnafugata recupera a Pantelleria, in contrada Khamma, una vigna di Zibibbo con diverse piante a piede franco (non innestate) sopravvissute alla fillossera che superano 100 anni di età. Viti uniche, più sane e longeve delle piante innestate, capaci di resistere molto bene alla siccità, al calcare e alla salinità, con un equilibrio vegeto-produttivo che dà vita ad uve eccezionali. Questi esemplari che rappresentano un “reperto storico” per la viticultura siciliana, così come dimostrato dal Prof. Mario Fregoni dell’Università Cattolica di Piacenza, hanno reso il Ben Ryé Passito di Pantelleria ancora più complesso ed elegante.

Ben Ryé
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Carbon Footprint

Calcolare la Carbon Footprint (impronta ecologica) dei propri vini ed esporre la certificazione su ogni bottiglia è un impegno nei confronti del consumatore. Dal 2011 Donnafugata insieme al DNV, uno tra i principali enti di certificazione mondiali, quantifica le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo produttivo, dal vigneto all’imbottigliamento.
Dall’elaborazione dei dati raccolti si sono potuti adottare interventi per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, come per esempio l’adozione di una bottiglia più leggera, arrivando così a risparmiare sia sulle emissioni derivanti dalla produzione del vetro che da quelle generate dal trasporto, che la sostituzione dei tappi tecnici in sughero con tappi sintetici selezione BIO a zero emissioni e riciclabili al 100%. Dal 2014, su tutte le bottiglie dell’azienda è applicato un adesivo che riporta la certificazione relativa alla Carbon Footprint, esprimendo in modo chiaro e verificabile l’impegno dell’azienda per il continuo miglioramento delle proprie performance ambientali.
Per i consumatori, si tratta di una comunicazione di grande trasparenza ulteriormente favorita dall’utilizzo di un Qrcode leggibile da smartphone che rimanda ad una pagina del sito aziendale in cui sono riportati i principali risultati del calcolo della Carbon Footprint.

Energia pulita

Sulla strada della sostenibilità, Donnafugata ha puntato innanzitutto alla riduzione dei consumi di energia.

Gli impianti fotovoltaici

Un importante contributo alla sostenibilità è dato dalla produzione di energia pulita da fonti rinnovabili con gli impianti fotovoltaici di Contessa Entellina (68 Kw) e Marsala (50 Kw) che consentono una riduzione delle emissioni di CO2.

La vendemmia notturna

Nella tenuta di Contessa Entellina viene effettuata la vendemmia notturna delle uve Chardonnay destinate alla produzione de La Fuga.
Sfruttando la escursione termica tra il giorno e la notte (16-18°C), si abbattono del 70% i consumi energetici per il raffreddamento delle uve prima della pigiatura.

La Fuga
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14-16°C
ESCURSIONE TERMICA

Nella seconda decade di agosto, quando la temperatura può raggiungere anche 35°C, lo Chardonnay viene raccolto di notte, quando la temperatura scende a 16-18°C, permettendo di preservare al meglio il corredo aromatico delle uve.

70%
RISPARMIO ENERGETICO

Le uve bianche vengono raffreddate e pressate alla temperatura di 10°C circa. Raccogliendole di notte si abbattono fino al 70% i consumi energetici per il loro raffreddamento.

Giardino Pantesco

Giardino Pantesco

A Khamma, tra i vigneti aziendali, si può ammirare il suggestivo giardino pantesco che nel 2008 Donnafugata ha restaurato e donato al FAI, Fondo Ambiente Italiano. E’ una tipica forma di architettura rurale con alti muri a secco. La pianta circolare, le dimensioni e la pietra lavica creano il microclima ideale per coltivare e proteggere da vento e siccità un arancio secolare, preziosa fabbrica di vitamine. Simbolo della sapienza del contadino dell’isola, il giardino è un sistema agronomico autosufficiente dal punto di vista idrico. Visitabile nei mesi di luglio, agosto e settembre, è inserito in un percorso integrato dalla vigna alla cantina.

Dimensioni: altezza muro esterno: dai 2,7 ai 4 m.; altezza muro interno: 3 m.; spessore del muro: 1,30 m.; diametro interno: 8,4 m.; diametro esterno 11 m.

Cultura

L'antica Anthilia

Dal 2000 Donnafugata supporta la Scuola Normale di Pisa negli scavi archeologici sul sito elimo di Rocca di Entella - l’antica Anthilia - nei pressi dei vigneti aziendali.

Museo
Pepoli

Nel 2003 Donnafugata ha finanziato il restauro conservativo della tavola del ‘400 Madonna con Bambino e angeli reggicortina del Museo Regionale Pepoli di Trapani.

Tomasi di Lampedusa

Dal 2003 al 2008 Donnafugata ha supportato il Premio Letterario Tomasi di Lampedusa dedicato all’autore de Il Gattopardo, il famoso romanzo da cui l’azienda ha tratto ispirazione per il suo nome.

Museo degli Arazzi

Nel 2012 supporta il Museo degli Arazzi, un piccolo tesoro locale.