Gelato ai pistacchi di Bronte Ben Ryé

Gelato ai pistacchi di Bronte

Tempo
1 ora 0 minuti
Difficoltà
Elaborata
Ingredienti
  • (4 persone)
  • 100 gr di pistacchi
  • 250 ml di latte
  • 3 tuorli d'uovo
  • 100 gr di zucchero
  • 350 ml di panna fresca
  • un pizzico di vaniglia

Preparazione

Tostate leggermente i pistacchi e tritateli quanto più finemente possibile; aggiungeteli al latte riscaldato e lasciateli in infusione per mezz’ora. Con una frusta sbattete i tuorli con lo zucchero fino a renderli cremosi. Unite il composto di latte e pistacchi e la vaniglia. Mettete il composto sul fuoco rigirandolo continuamente e tenendo la fiamma molto bassa per evitare l’ebollizione. Appena il composto comincia ad addensarsi aggiungete la panna, fate amalgamare e versate nella gelatiera.

Curiosità

A preparare questo gelato per il Giardino di Bacco, è il signor Massimo Caraci del bar Roma di Bronte. I pistacchi coltivati nel territorio di questo paese, situato nel versante occidentale dell’Etna, sono rino-mati per la loro eccellente qualità, tanto che per favorirne la conoscenza e la commercializzazione è nato un Presidio Slow Food. Tradizionalmente usato in Sicilia per molteplici preparazioni dolciarie, il pistacchio è chiamato anche col termine dialettale di fastùca, probabilmente dall’arabo fòstak. La coltivazione del pistacchio non è semplice, poiché necessita di un particolare innesto della Pistacia vera sull’albero selvatico terebinto (Pistacia terebinthus) detto anche scornabecco. Da qui l’espressione popolare éssiri comu la fastùca e lu scornabéccu, per indicare due persone che amano stare sempre vicino.


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